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NewsFromLondon & LittleItaly

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Jun. 9, 2006 - Semplice Tango

Inviato in CortoNews

 

PROMO

 

link: http://it.youtube.com/watch?v=E2V3mu67G1c

 

da un racconto di

Luigi Cristiano
(Ed. Il Foglio - titolo. "Come stanno le ragazze")
http://www.voices.it/novels/tango/tango.htm

 

In collaborazione con

Compañía 
Gente de Tango     www.gentedetango.com

Con la partecipazione straordinaria

di

Alfredo Granado e Leticia Lucero

 

 

Con il patrocinio

del Comune

di

CEVO (BS) - Valle Camonica

 

 

Con il patrocinio

del Consolato Generale

della Repubblica Argentina

Milano

 

In collaborazione

con

Cinenoleggi Nane
20099 Sesto San Giovanni (MI)

33, VIA MAZZINI GIUSEPPE

Premessa

 

Tutto inizia nel febbraio del 2004 durante la lettura pubblica del racconto “Semplice Tango”.

Le immagini, le emozioni trasmesse dal racconto mi hanno immediatamente affascinato e coinvolto. Scoprire poi che le stesse sensazioni erano condivise da tutti i fortunati spettatori della serata, indipendentemente dalle esperienze dei singoli, è stato per me un ulteriore stimolo per iniziare subito lo studio per la realizzazione di questo cortometraggio.

Anche chi non ha mai vissuto la realtà di paese, anche chi non ha mai provato l’emozione di un tango si è sentito coinvolto in questo semplice, piccolo viaggio nella memoria.

 

Oggi la realtà è molto diversa, i paesi anche i più piccoli stanno evolvendo, promuovendo iniziative e manifestazioni atte a coinvolgere gli abitanti e a far conoscere nel territorio quelle storia e quelle tradizioni che sono alla base della loro vita e che hanno concorso a formare il nostro paese così incredibilmente variegato.

 

Ma nelle diversità vi sono innumerevoli punti in comune, profondi legami che mai come nelle piccole comunità risultano essere così vivi e presenti.

Girando nel territorio, dalla Sardegna all’Abruzzo, dall’Appennino Toscano alla Lombardia, dai monti Liguri al Triveneto, si può percorrere zizzagando la linea delle comunità rurali e montane che hanno formato la spina dorsale della nostra cultura.

Perché Cevo

 

“Cevo sta in alto in questi siti aprichi, gode forse la miglior posizione della valle… nessun monte s’innalza davanti con sgarbato profilo, nessuna rupe lo minaccia, è tutto una luce e un verde chiaro di prati e un’estensione di colture che spesso biancheggiano peri fiori del grano saraceno...una nota alpestre e gaia che ne faceva ammirare ed invidiare quell'immensa veduta e quella luce, quel mare di luce” (1895, Arturo Cozzaglio, Paesaggi di Valcamonica).

 

È bastato arrivare a Cevo, inerpicarsi per la strada che sembra inseguire il paese correndo su per la montagna, fermarsi e perdersi per le sue stradine perché mi innamorassi di questo paese.

Se avessi dovuto descrivere le immagini evocate dal racconto quando poi ho deciso di realizzare il cortometraggio, non sarei riuscito a disegnarle meglio.

La tranquillità trasmessa, il ricordo del passato che ogni angolo evoca e l’attenzione della comunità per le tradizioni e l’arte come le iniziative promosse durante l’anno dimostrano (da “Immaginarti” a “Arte di strada” da “Dal Medioevo al Terzo Millennio” al “Premio d’Arte Nazionale”), hanno fatto si che Cevo diventasse il candidato ideale dove ricostruire questa semplice vicenda.

Una storia che accade in un paesino di montagna ma che, come per magia, potrebbe accadere ovunque se solo avessimo il tempo di accorgercene.

 

Perché il Tango

“la musica gioiosa e i ritmi sincopati della Milonga portavano con sé il senso del momento, un attimo di fuga temporanea, la possibilità di dimenticare, sensazioni da apprezzare.”

(a cura di Alberto Soave – “Il Tango Argentino – Le origini e gli albori”).

 

L’attimo, il ricordo, il sentimento che stanno alla base del tango ci riportano alle tradizioni passate che hanno girato il mondo seguendo il flusso delle immigrazioni degli italiani che dai paesini, appunto, andavano a cercare fortuna nei paesi stranieri. Andare via per cercare di costruire una nuova vita era lo stimolo primario ma sempre forte è rimasta la cura e il ricordo della cultura, delle abitudini, degli usi delle tradizioni comunque mai abbandonate.

 

Regista

http://www.bresciaoggi.it/archivio.htm

giovedì 20 luglio 2006 provincia pag. 31

CEVO. Il cortometraggio parla di nostalgia del passato ed emigrazione, da un racconto di Luigi Cristiano

Ciak, è «Semplice tango»

Da domani troupe al lavoro per girare un film di Carlo Caserta

di Luciano Ranzanici



Cevo piccola Hollywood. Da domani il paese camuno sarà il set di «Semplice tango», un cortometraggio che parla di tradizioni perdute ed emigrazione, tratto da un racconto di Luigi Cristiano, che il regista Carlo Caserta inizierà a girare con la sua troupe e con il patrocinio del Comune locale.
Il caratteristico centro storico di Cevo, il sagrato della parrocchiale e altri siti del centro turistico della Valsaviore sono stati scelti dal regista per le riprese del film-documentario, da lui stesso prodotto con Maurizio Mazza per Playidea.
Ma Perché proprio Cevo? «È bastato arrivare qui - spiega Caserta- inerpicarsi per la strada che sembra inseguire il paese correndo su per la montagna, fermarsi e perdersi per le sue stradine, perché mi innamorassi di questo luogo. Se avessi dovuto descrivere le immagini evocate dal racconto, quanto poi ho deciso di realizzare il cortometraggio, non sarei riuscito a disegnarle meglio. La tranquillità trasmessa, il ricordo del passato che ogni angolo evoca e l’attenzione della comunità per le tradizioni e l’arte, come le iniziative promosse in valle durante l’anno dimostrano che Cevo era il candidato ideale per girare questo film. Una storia che accade in un paesino di montagna ma che, come per magia, potrebbe accadere ovunque, se solo avessimo il tempo di accorgercene».

Caserta ha viaggiato dalla Sardegna all’Abruzzo, dalla Liguria al Veneto, ma quando è giunto a Cevo è rimasto «folgorato», individuando qui il set ideale per «Semplice tango». Il regista illustra l’accostamento fra il ballo argentino e Cevo: «L’attimo, il ricordo, il sentimento che stanno alla base del tango ci riportano alle tradizioni passate, che hanno girato il mondo seguendo il flusso delle emigrazioni. Andare via per cercare di costruire una nuova vita era lo stimolo primario ma sempre forte è rimasta la cura e il ricordo della cultura, delle abitudini, degli usi, delle tradizioni, comunque mai abbandonate».
L’idea di «Semplice tango» è venuta due anni fa al regista dopo la lettura dell’omonimo racconto di Luigi Cristiano, che nella troupe del film si occupa delle musiche. Il cortometraggio di Carlo Caserta sarà interpretato da Alfredo Granado, coreografo ballerino e fondatore della «Compania gente de tango» e la ballerina Leticia Lucero.
Il documentario, la cui produzione sarà completata entro novembre, sarà presentato il prossimo inverno alle principali rassegne e concorsi internazionali, fra i quali il famoso Tribeca Film Festival di Robert De Niro di New York, il Fano Film Festival, il Film Lab Festival di Brescia, gli Incontri cinematografici italo - svizzeri di Stresa, Milano Film Festival.
La trama racconta di una serata d’estate trascorsa dal protagonista al tavolino di un bar di un «paese di vecchi dove la gioventù è via, a cercare lavoro in città; chi va via non ritorna ed ha ragione a non voler tornare». Un’auto si ferma vicino alla fontana e i fari puntano il bar, mentre la paura monta. La portiera si apre, scende un uomo alto ed elegante, che aiuta a sua volta a scendere la compagna di viaggio. I due danzano lentamente vicino alla fontana. Poi improvvisamente si fermano in un ultimo passo di tango, risalgono in auto e ripartono. Ci si immaginava di più? «Non era poi chissà cosa: solo un lento semplice tango» scrive Luigi Cristiano.

 

 

 

 

 

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